STUDIO DELLE MICROPOROSITÀ E PROTOCOLLI DI IMPREGNAZIONE 4.0
Supervisione Tecnica: Cisotto Giorgio
1 TIPOLOGIE DI MATERIALI IDONEI AL TRATTAMENTO
Il trattamento di impregnazione non è limitato a un singolo metallo, ma si estende a una vasta gamma di materiali che presentano porosità intrinseche o strutturali.
1.1 Leghe Leggere e Pressofusioni
- Alluminio e le sue Leghe: È il materiale più comunemente trattato. La pressofusione di alluminio è soggetta a turbolenze e ritiri che generano porosità diffuse.
- Magnesio: Utilizzato per la sua leggerezza, richiede un’impregnazione impeccabile per prevenire la corrosione interna e garantire la tenuta stagna.
1.2 Metalli Ferrosi e Fusioni in Ghisa
- Ghisa Lamellare e Sferoidale: Spesso soggetta a micro-vuoti di ritiro, specialmente in sezioni con spessori variabili.
- Acciaio Fuso: Trattato per garantire l’impermeabilità in applicazioni ad alta pressione.
1.3 Materiali Sinterizzati (Metallurgia delle Polveri)
- Acciaio Sinterizzato: Per sua natura, il pezzo sinterizzato è poroso. L’impregnazione è obbligatoria per chiudere i pori prima di qualsiasi trattamento galvanico (nichelatura, cromatura) per evitare il rilascio di acidi.
- Bronzo e Ottone Sinterizzato: Utilizzati spesso per boccole o componenti filtranti dove la sigillatura selettiva è fondamentale.
2. ANALISI ANALITICA DELLE MICROPOROSITÀ
La corretta identificazione della morfologia dei vuoti è il primo passo per garantire una sigillatura che rispetti gli standard MIL-I-17563C. Sono stati definiti i tre modelli strutturali di porosità che affliggono i getti e i materiali sinterizzati.
2.1 Porosità Aperta (Canali Passanti)
- Descrizione Visiva: Si presenta come un micro-canale o un tunnel tortuoso che mette in comunicazione diretta due superfici opposte del manufatto.
- Impatto Tecnico: È la forma più critica di difetto; causa la perdita immediata di pressione, la trasudazione di liquidi e il passaggio di gas.
- Trattamento: Grazie al metodo AQUASEALER®, la resina satura l’intera lunghezza del canale, creando un tappo strutturale permanente.
2.2 Porosità Chiusa (Superficiale)
- Descrizione Visiva: Un vuoto che comunica con l’esterno attraverso una sola apertura superficiale.
- Impatto Tecnico: Estremamente dannosa per i trattamenti galvanici (nichelatura, cromatura). I liquidi acidi dei bagni entrano nel poro, resistono al lavaggio e riemergono dopo la finitura, causando macchie, bolle e corrosione.
- Trattamento: L’impregnazione sigilla l’ingresso del poro, impedendo agli agenti chimici di penetrare e garantendo una superficie perfetta.
2.3 Porosità Cieca (Interna)
- Descrizione Visiva: Una cavità contenuta interamente all’interno della massa metallica, senza alcuno sfogo superficiale immediato.
- Impatto Tecnico: Rappresenta un “rischio latente”. Spesso queste porosità vengono ignorate durante l’impregnazione del pezzo grezzo.
- Il Rischio delle Lavorazioni: Quando l’utensile (fresa o punta) rimuove il sovrametallo, può tagliare una porosità cieca, trasformandola istantaneamente in porosità aperta o chiusa.
3. ESEMPI DI MANUFATTI E APPLICAZIONI INDUSTRIALI
L’impregnazione trova applicazione ovunque sia richiesta tenuta stagna o perfezione superficiale.
3.1 Settore Automotive e Trasporti
- Scatole Cambio e Carter Lato Catena: Devono trattenere oli lubrificanti senza trasudazioni.
- Componenti per Impianti Gas (GPL/Metano): Corpi riduttori e ugelli che richiedono una tenuta assoluta per motivi di sicurezza.
- Flange e Supporti Motore: Componenti strutturali che devono resistere a sollecitazioni e agenti esterni.
3.2 Oleodinamica e Pneumatica
- Corpi Valvola e Blocchi Oleodinamici: Sottoposti ad altissime pressioni dove una microporosità causerebbe un calo di performance o perdite pericolose.
- Componenti per Sistemi di Pompaggio Fluidi Sommersi: Devono garantire l’isolamento totale tra l’interno e l’esterno.
3.3 Idraulica e Gestione Gas
- Ugelli Gas e Corpi Riduttori d’Aria: La precisione della tenuta è fondamentale per il corretto funzionamento dei flussi.
4. IL QUADRO NORMATIVO MIL: REQUISITI DEL MATERIALE
Il protocollo Cisotto Giorgio integra le specifiche militari per garantire risultati ripetibili e certificati.
4.1 MIL-I-17563C: Requisiti del Sigillante
Questa norma stabilisce le caratteristiche del materiale impregnante prima e dopo la polimerizzazione:
- Requisiti Pre-Impregnazione (Stato Liquido):
- Viscosità Controllata: Deve penetrare in pori microscopici per capillarità.
- Stabilità Chimica: Il sigillante non deve reagire o degradarsi prima dell’uso.
- Requisiti Post-Impregnazione (Stato Solido):
- Resistenza Termica: Integrità del sigillo da -55°C a +204°C.
- Inerzia Chimica: Resistenza totale a idrocarburi, oli, solventi e liquidi refrigeranti.
- Resistenza alla Pressione: Il sigillante non deve estrudersi dal poro nemmeno sotto carichi idraulici estremi.
4.2 MIL-STD-276A: Metodologia di Processo
Definisce le procedure per il Metodo A (Vuoto e Pressione), il cuore della tecnologia AQUASEALER®:
- Vuoto a Secco: Estrazione totale dell’aria dai pori.
- Immersione in Resina: Sotto vuoto per garantire la saturazione dei vuoti.
- Polimerizzazione a 90°C: Trasformazione della resina in un solido inerte tramite calore.
Secondo la normativa militare MIL-STD-276A, che regola il processo standard di impregnazione per fusioni e componenti metallici sinterizzati, i requisiti da soddisfare prima dell’inizio del ciclo di impregnazione sono estremamente rigorosi.
ecco i punti cardine da rispettare per garantire la conformità alla norma:
4.3 Requisiti di Pulizia e Preparazione
La norma stabilisce che le superfici, inclusi i pori interni, devono essere perfettamente puliti dai contaminanti per permettere la penetrazione del sigillante.
- Rimozione dei Contaminanti: Tutti i pezzi devono essere privi di olio, grasso, liquidi di raffreddamento, sporco e residui di lavorazione meccanica.
- Metodi di Lavaggio: Si devono utilizzare detergenti che non danneggino il materiale di base né lascino residui all’interno delle porosità. Si preferisce sistema AQUAROLL® utilizzando ROLLCLEAN®
- Asciugatura: I componenti devono essere completamente asciutti. Qualsiasi traccia di umidità o liquido all’interno dei pori impedirebbe al sigillante di occupare il vuoto, invalidando il trattamento.
4.4 Tempistica delle Lavorazioni Meccaniche
Un requisito fondamentale, sottolineato con forza e previsto dalla MIL-STD-276A, riguarda lo stato di avanzamento del pezzo:
- Completamento delle Lavorazioni: Salvo diversa indicazione, l’impregnazione deve essere eseguita dopo che tutte le lavorazioni meccaniche (fresatura, foratura, tornitura) sono state completate.
- Esposizione delle Porosità: Questo requisito è necessario perché l’asportazione di truciolo può aprire porosità “cieche” precedentemente chiuse; se il trattamento avvenisse prima, queste nuove aperture resterebbero non sigillate.
5. Stato del Materiale (Pre-Impregnazione)
La norma classifica i componenti in base alla loro natura:
- Fusioni (Castings): Devono essere verificate per assicurarsi che i difetti siano limitati a microporosità e non a crepe strutturali o difetti macroscopici che compromettano l’integrità del pezzo.
- Sinterizzati (Powder Metal Parts): Devono essere in condizioni “as-sintered” o post-lavorazione, pronti per ricevere il sigillante che ne aumenterà la densità superficiale e la lavorabilità.
6. IL DOGMA DELLA SEQUENZA: POST-LAVORAZIONE MECCANICA
L’efficacia del trattamento è legata al timing produttivo.
L’impregnazione deve sempre seguire le lavorazioni meccaniche.
Se il trattamento avvenisse sul pezzo grezzo, l’asportazione di truciolo (fresatura, tornitura) eliminerebbe lo strato sigillato, esponendo le porosità cieche interne che diventerebbero così nuovi percorsi di perdita. Trattando il pezzo finito, ogni porosità “aperta” dall’utensile viene intercettata e chiusa definitivamente.
Secondo la normativa MIL-STD-276A, il materiale, dopo aver completato l’intero ciclo di impregnazione e polimerizzazione, deve soddisfare requisiti rigorosi per essere considerato conforme.
ecco le specifiche che il manufatto deve presentare nella fase post-trattamento:
7. Requisiti di Tenuta e Integrità (MIL-STD-276A)
Il requisito primario dopo l’impregnazione è il raggiungimento della funzionalità per cui il trattamento è stato eseguito:
- Tenuta Stagna: Il materiale deve essere totalmente impermeabile ai fluidi (liquidi o gas) sotto le condizioni di pressione specifiche del progetto.
- Assenza di Perdite: Dopo il trattamento, i pezzi devono superare i test di collaudo previsti (prove idrauliche o pneumatiche). Se un pezzo continua a perdere, la porosità viene classificata come “difetto strutturale” e non come microporosità.
- Stabilità del Sigillo: La resina all’interno dei pori deve risultare solida, inerte e non deve presentare segni di estrusione o degradazione.
7.1 Condizioni Superficiali e Pulizia
Il pezzo post-trattamento deve riacquistare le sue caratteristiche estetiche e dimensionali originarie:
- Assenza di Residui: La superficie esterna, i fori ciechi e le filettature devono essere completamente privi di resina in eccesso. Questo si ottiene grazie alle fasi di centrifugazione e lavaggio accurato negli impianti AQUASEALER®.
- Idoneità ai Trattamenti Successivi: Il materiale deve presentarsi pulito e pronto per eventuali finiture superficiali, come la nichelatura chimica o la verniciatura, senza rischi di “bleeding” (fuoriuscita di liquidi dai pori).
8. Proprietà del Sigillante Polimerizzato (MIL-I-17563C)
La norma MIL-STD-276A richiama la MIL-I-17563C per definire come deve comportarsi la resina polimerizzata all’interno della matrice metallica:
- Resistenza Termica: Il sigillante deve mantenere la sua integrità meccanica e la capacità di tenuta in un intervallo di temperatura che va da -55°C a +204°C.
- Inerzia Chimica: Il materiale impregnato deve risultare inattaccabile da:
- Oli lubrificanti e fluidi idraulici.
- Carburanti e idrocarburi.
- Solventi e liquidi refrigeranti.
- Resistenza Meccanica: Il sigillante polimerizzato deve essere in grado di resistere a pressioni elevate, almeno alla resistenza del metallo stesso, garantendo che le microporosità (Aperte, Chiuse o Cieche) rimangano sigillate permanentemente.
9. Analisi delle Porosità Post-Trattamento
ecco come risultano le diverse porosità dopo un trattamento eseguito correttamente:
- Porosità Aperta: Ora saturata dalla resina, impedisce il passaggio di qualsiasi fluido attraverso la parete del metallo.
- Porosità Chiusa: Sigillata all’ingresso, impedisce l’assorbimento di acidi galvanici, garantendo finiture superficiali specchiate.
- Porosità Cieca: Se il trattamento è avvenuto dopo le lavorazioni meccaniche anche queste porosità, eventualmente esposte dall’utensile, risultano ora riempite e neutralizzate.
10. CONCLUSIONI
Attraverso l’uso di impianti AQUAROLL® per il lavaggio e AQUASEALER® per la sigillatura, l’impregnazione garantisce che materiali critici come l’alluminio e i sinterizzati raggiungano standard di affidabilità eccelsi, eliminando gli scarti e garantendo la perfezione funzionale ed estetica richiesta dal mercato moderno.